Stefanoni ne fa 70……. e non li dimostra

L’estate è ormai arrivata, e quindi l’argomento vacanze è diventato uno dei principali argomenti di conversazione, vorrei  quindi suggerire un luogo da visitare e a cui abbinare una gita enologica. Il Lago di Bolsena è  un luogo relativamente vicino alla Capitale, che ha tante cose da offrire . E’il lago  vulcanico più grande d’Italia, la qualità delle sue acque è di altissimo livello perfetto per una piacevole nuotata, ha due isole da visitare,  tant’é che è meta di vacanza da decenni di tedeschi , olandesi, e nord europei . Questo perché oltre ad offrire ospitalità legata a sole e bagni è integrato in un territorio, quello della Tuscia viterbese ricchissimo di storia, tradizioni  culturali ed eno gastronomiche.  I paesi  assolutamente da visitare che si affacciano sullo specchio d’acqua sono Marta, Capodimonte ,Bolsena , Gradoli, Valentano, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo e Montefiascone che è il più popolato. Tutti con dei luoghi interessanti e impregnati di storia, con moltissime cose da vedere.

Qual è il collegamento tra il lago, le vacanze e appunto  il vino?

Molto semplice, ci troviamo in un luogo magico che produce da secoli dei grandissimi vini. E addirittura due  dei paesi sopra nominati  danno  il nome ad un vino:

l’Aleatico di Gradoli un incredibile vino passito dolce , dal meraviglioso colore rosso rubino ideale accompagnamento ai dolci secchi come i “tozzetti” alle mandorle e alle crostate di frutta che sono tipici della zona; e l’EST EST EST DOC  di Montefiascone un vino bianco che ha una incredibile storia da raccontare.

Intorno all’anno 1100 Enrico V di Germania  si doveva recare a Roma per ricevere dalle mani di Papa Pasquale ll la corona di Imperatore del Sacro Romano Impero. Viaggiava con lui il Vescovo Johannes Defuk , che si vantava di essere un grande esperto di vini. Il vescovo  aveva in qualche modo deciso di trovare i luoghi dove si producevano dei vini buoni, e per far questo aveva stabilito che il suo scudiero Martino andasse in avanscoperta per segnalare con un segnale prestabilito i luoghi dove bere questi vini. Martino scriveva la parola latina EST ( c’è) accanto alla porta delle locande dove si trovava un buon vino, se il vino fosse stato particolarmente buono doveva scriverlo due volte ( EST EST).

Ebbene quando arrivo a Montefiascone Martino provò il vino locale e non poté che scrivere tre volte la parola est ( EST EST EST !!!!!!) con l’aggiunta di sei punti esclamativi. All’arrivo del vescovo questi  decise di rimanere  tre giorni , prima di proseguire per Roma,per godere al meglio di questo nettare.

Al ritorno dalla missione a Roma Defuk si fermò a Montefiascone e lì rimase fino alla sua morte, avvenuta tre anni dopo . Venne sepolto  nella chiesa di San  Flaviano dove sulla lapide c’è scritto : “ Per il troppo EST! Qui giace morto il mio signore Johannes Defuk”

Per ricordare questo avvenimento ogni anno  a Montefiascone nella prima quindicina del mese di Agosto si svolge la tradizionale sagra del vino. Una rievocazione in costume dei fatti accaduti. Questo spiega anche la grande presenza di turisti nord europei, e il perché oggi questo vino sia ancora tra i più richiesti tra Germania , Olanda e Scandinavia. Quest’anno ci sarà l’ edizione numero 60.

La storia di Martino l’ho appresa da Stefano Stefanoni  un produttore di Montefiascone, che possiede una delle aziende  storiche di Montefiascone  la Cantina Stefanoni  che  quest’anno celebra i  70 anni di attività di famiglia.

Una storia che è  iniziata con il nonno e che sta proseguendo con il figlio Francesco.  Ho conosciuto Stefano alcuni anni fa e mi aveva subito colpito la qualità dei suoi vini. Con mano ho toccato la  costante evoluzione  dei suoi vini, che annata dopo annata sono costantemente  migliorati e hanno raggiunto punte di eccellenza. Parliamo di una realtà famigliare e con un numero limitato di bottiglie, ma ripeto di grande livello se consideriamo poi il rapporto tra prezzo e qualità. Proprio il prezzo del vino mi colpì nel primo incontro. Dopo aver provato i vini e chiesto i prezzi, dissi che mi sembravano  bassi.  Stefano i rispose che purtroppo l ‘EST EST EST aveva subito la deleteria politica commerciale della grande Cantina sociale, ovvero grandi quantità di bottiglie di basso livello vendute a poco prezzo, di conseguenza un produttore che puntava sulla qualità non riusciva ad uscire sul mercato  ad un prezzo troppo distante. Questo leggero handicap, ha però consentito a moltissime persone di avvicinarsi ai vini degli Stefanoni e a decretarne il successo commerciale.  Producono infatti una completa gamma di vini, valorizzando benissimo le uve autoctone locali e concedendosi digressioni con quelle internazionali che hanno piantato.  Hanno ben due espressioni di EST EST EST, il CAMPOLONGO prodotto con le vigne vicino al lago e di impronta più tradizionale, ed il FOLTONE prodotto con le uve dei vigneti di collina di impronta innovativa e più elegante. Hanno ottenuto riconoscimenti importanti con il loro moscato secco , assolutamente da provare per il suo equilibrio perfetto tra la nota aromatica e la sapidità di provenienza vulcanica. Io sono un fan del loro “ Roscetto” una delle uve che si impiegano da sempre nell ‘EST EST EST ,  che in purezza permette di creare un vino assolutamente di livello. Il ROSCETTO IGP è un trebbiano giallo , che ricordo sempre ha avuto la sua massima notorietà nella  versione campana  dove prende il nome di Greco di Tufo. Stefano e Francesco ne producono due tipi.  Una versione ferma e maturata nei legni, che trovo per la sua personalità uno dei  migliori bianchi del Lazio.  E una versione spumantizzata con il metodo classico , il ROSCETTO BRUT che matura nelle grotte di tufo scavate nel centro di Montefiascone per almeno due anni. Completano la gamma due vini rossi , il ROSSO DI MONTANELLO più semplice ed immediato nella bevuta e un grande rosso come il FANUM un taglio bordolese maturato in barrique , di grande spessore dove la nota del cabernet franc  lo eleva a livelli di eccellenza . Non poteva mancare l’Aleatico dolce che loro chiamano LEATICO vincitore anche del  premio Calix Aureus della Regione Lazio, un vino immancabile per chiudere in dolcezza un pasto, magari in uno di quei piacevoli ristoranti che sono attorno al lago in una splendida serata d’estate.

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