Con nella testa le note della celeberrima canzone di Peppino Di Capri, sono giorni che penso a come , in poche righe, spiegare l’incredibile mondo dello Champagne.

Per prima cosa identifichiamolo , Champagne è una precisa denominazione attribuita allo spumante metodo classico ( fermentato bottiglia per bottiglia), nella regione francese dello Champagne. Regione dove la coltivazione della vite si deve ai romani che lì  si insediarono, e il suo sviluppo ad opera dei monasteri che proseguirono dal medioevo in poi le coltivazioni.

Champagne vuol dire Reims ed Epernay le due città principali della zona, ma anche tutti i villaggi attorno. Per approcciare il suo  variegato mondo dobbiamo subito spiegare che esistono alcuni termini  quali, crù, vitigni, annate, dosage che servono ad esprimere la diversità degli Champagne.  Pensate che Il cru, che corrisponde a un comune viticolo, identifica la particolare combinazione di vitigno, terroir e clima. Esistono 320 cru e 278.000 particelle che posseggono una specifica identità. La superficie coltivata è di circa 40000 ettari.

 

I vitigni che si utilizzano sono il Pinot Noir e il Meunier, e lo  Chardonnay. Si può assemblarli in vari modi , ma per praticità si dividono in :

Blanc de blanc prodotti solo con uve bianche

Blanc de noirs prodotti con Pinot Noir e Meunier vinificati in bianco.

Il vino di partenza per produrre questo magnifico prodotto non è chissà cosa, tant’è che la sua nascita è legata a vinificazioni mal riuscite che per puro caso hanno prodotto un gioiello divenuto tale dopo la rifermentazione in bottiglia. La tradizione infatti vuole che si assemblino vini di differenti annate, e il momento magico è proprio quello dell’assemblaggio. La figura dell’elaboratore è essenziale, perche è  lui che  crea quell’armonia che riflette la sua visione di quello che lo Champagne deve essere. E questo grazie alla varietà di vini su cui contare e ai crù, ai vitigni, e alle annate appunto. Questi sono gli Champagne “ non millesimati”, quelli che solitamente hanno fatto la fortuna delle diverse maison.

In particolari annate benedette si creano i “millesimati” per i quali si utilizzano vini appartenenti ad una sola annata.

Anche il colore degli champagne è differente.

Dal giallo oro pallido al verdolino dorato, dall’oro antico al giallo lunare, dal paglierino al giallo intenso, all’occhio si offrono tutte le sfumature. Il colore del vino è determinato dall’assemblaggio e dalla sua personalità: un vino leggero è chiaro, un vino più potente tende a tonalità più intense.

Gli Champagne rosé sono in genere frutto dell’assemblaggio di vini bianchi con un vino rosso fermo a denominazione Champagne. La gamma cromatica varia dal rosa tenero al rosa intenso, mentre il sapore va da molto leggero a molto strutturato.

Tutti gli Champagne si affinano per un minimo di 15 mesi nelle cantine degli elaboratori. Per i millesimati sono necessari tre anni e molto più per le cuvée speciali. Il tempo, infatti, permette di arricchire il quadro aromatico dei vini. Il termine “brut” che dà nome a oltre il 90% degli Champagne è riferito a una modalità di dosaggio. Si tratta semplicemente della particolarità che lo Champagne acquisisce a fine vinificazione, nel momento in cui si procede al dosage, ossia all’apporto del tocco di dolce necessario alla perfetta espressione degli aromi.

Questo tocco di dolce, diverso a seconda dei vini, permette di stabilire una scala degli Champagne, dal meno dolce al più dolce, ovverosia dal brut nature al brut, al sec e al demi-sec.

Per un ulteriore step di comprensione dello Champagne dobbiamo capire  il concetto di terroir.

Tale concetto è stato ormai ben definito dall’ OIV :Il terroir vitivinicolo è un concetto che si riferisce a uno spazio nel quale si sviluppa una cultura collettiva delle interazioni tra un ambiente fisico e biologico identificabile, e le pratiche vitivinicole che vi sono applicate, che conferiscono caratteristiche distintive ai prodotti originari di questo spazio”

Eppure la posizione geografica settentrionale,  al limite fisiologico per la coltivazione della vigna, le dure condizioni climatiche, le peculiarità del sottosuolo e il suo impianto sui versanti, lo rendono veramente unico, come il fatto di avere una doppia influenza climatica ovvero sia oceanica che continentale. Questa unicità è forse il segreto del suo successo globale.

Ma in realtà questa zona ha delle sue specifiche suddivisioni geografiche.

  • La Montagna di Reims.
  • La Côte des Blancs et la Côte de Sézanne
  • La Valle della Marna
  • La Côte des Bar.

 

La tipicità del terroir champenois risiede anche nel suo sottosuolo. La sua composizione in prevalenza calcarea  e questo garantisce alla vite una costante irrigazione naturale. I rilievi giocano un ruolo essenziale nel soleggiamento della vite e nel drenaggio dell’acqua in eccesso ( coteaux)

Come detto in precedenza la fortuna di questo grande vino è anche legata al caso, dato che il vino agli inizi della sua storia ha avuto alterne vicende, fino a quando gli aristocratici inglesi lo elessero il loro vino e da lì  partì alla conquista del pianeta. Forse è più interessante sottolineare che , al di là delle considerazioni relative alla qualità di un vino spumante piuttosto che un altro,  lo Champagne è da un punto di vista storico, il primo vino spumante prodotto in un territorio determinato – la Champagne – e in maniera sistematica da parte di produttori locali.

Sono 318 i comuni dove si produce Champagne. Grands Crus si producono in 17, Premiers Crus in 44 comuni, e in 257 comuni si produce champagne senza cru.

Ma veniamo ad un aspetto importante per orientarci in questo vasto mondo composto da 16000 vigneron e 320 maison.  Quali sono le figure professionali interessate alla produzione?

NM: Négociant Manipulant. Si tratta di una persona fisica o giuridica che acquista uve, mosti o vini, assicurandone l’elaborazione all’interno dei suoi locali e li commercializza. Tutti i grandi marchi di Champagne appartengono a questa categoria.

RM: Récoltant manipulant. Assicura l’elaborazione, all’interno dei suoi locali, dei soli vini ottenuti dalla sua raccolta e li commercializza.

RC: Récoltant Coopérateur. Ritira, dalla sua cooperativa, vini in corso di elaborazione o pronti per essere commercializzati

CM: Coopérative de Manipulation. Elabora, all’interno dei suoi locali, i vini provenienti dalle uve dei suoi soci e li commercializza.

SR: Société de Récoltants. Elabora i vini provenienti dalla raccolta dei suoi soci appartenenti alla stessa famiglia e li commercializza.

ND : Négociant Distributeur. Acquista vini imbottigliati ai quali appone l’etichetta nei suoli locali per commercializzarli successivamente

MA: Marque Acheteur (Marchio privato). Si tratta di un marchio che non appartiene a un operatore ma, per esempio, al suo cliente (un supermercato, una persona celebre ecc. che desidera uno Champagne con il suo nome).

Queste indicazioni si trovano sulle etichette delle bottiglie di Champagne, fanno parte delle menzioni obbligatorie. E io le ho citate per far capire la differenza con il modo di produrre che abbiamo in Italia, e soprattutto per stimolarvi ad informarvi maggiormente prima di acquistare una bottiglia. E come avere maggiori informazioni che ci consentono di valutare il vino?

Basta leggere con attenzione l’etichetta e soprattutto la retro etichetta.

Ma come si legge l‘etichetta di uno Champagne?

Di seguito quanto stabilito dalla legge debba comparire.

  • La denominazione Champagne (in caratteri ben visibili),
  • Il contenuto in zucchero o dosaggio (brut, demi sec, sec ecc.),
  • La marca,
  • Il titolo alcolometrico volumico (% vol.),
  • Il volume nominale (in l, cl o ml),
  • Il nome o la ragione sociale dell’elaboratore, il nome del comune ove ha sede e la dicitura “France” (oltre al nome del comune ove il vino è stato elaborato, se diverso dalla sede sociale),
  • Il numero di immatricolazione professionale rilasciato dal CIVC, preceduto dalle iniziali indicanti la categoria professionale dell’elaboratore (RM per récoltant manipulant, NM per négociant manipulant, CM per coopérative de manipulation, RC per récoltant coopérateur, SR per société de récoltants, ND per négociant distributeur, MA per marque d’acheteur),
  • L’identificativo del lotto (dicitura apponibile direttamente sulla bottiglia),
  • L’indicazione della presenza di allergeni (ad esempio: anidride solforosa, solfiti o biossido di zolfo),
  • La dicitura “il consumo di alcol in gravidanza, anche a basse dosi, può avere gravi conseguenze per la salute del bambino” oppure il logo  (dicitura obbligatoria solo per alcuni mercati),
  • Il logo “Grüne Punkt” per gli elaboratori che abbiano firmato un contratto per il recupero degli imballaggi con una società autorizzata,
  • Eventualmente, l’annata oppure la particolarità della cuvée (blanc de blancs, rosé, blanc de noirs ecc.),
  • Informazioni in merito ai vitigni, alla data di dégorgement, alle caratteristiche sensoriali, agli accostamenti con i piatti ecc.

 

A questo punto vi rivelerò che ho provato a chiedere ad alcuni amici , identificabili come il sig Rossi o la casalinga di Voghera delle statistiche  tutti abitanti a Roma , quali nomi di marche di Champagne ricordassero. Ebbene tutti , tranne uno, hanno citato meno di dieci marche e solo di marche commerciali.

Il dato ( sicuramente non statistico ma estremamente indicativo) che ne scaturisce è che lo champagne è ancora  sinonimo di prodotto elitario, poco percepito come vino da consumare abitualmente. Le marche più citate sono quelle più famose. Famose perché di proprietà di multinazionali, e quindi con ricchi budget promo pubblicitari che consentono di pagare generose fee d’ingresso per fornire i locali alla moda . In tal modo divengono  marca di riferimento e status symbol che bisogna provare ad ogni costo, pensate alle citazioni cinematografiche di  James Bond  con  Dom Perignon.

Lo Champagne è un prodotto da regalo, da ricorrenze particolari e con il limite di essere identificato solo con quello dei soli grandi marchi.

Dato differente esce fuori se consulto addetti ai lavori, e non abitanti a Roma. Nel nord Italia si conoscono molti più piccoli produttori, e si consuma maggiormente.

Personalmente ho provato tanti champagne differenti, e per mia fortuna anche di fasce di prezzo diverse, dove la mano dell’elaboratore è fondamentale. Ognuno di loro ha una sua visione.

Ho provato vari piccoli produttori e diversi recoltant manipulant, quello che ho potuto verificare è l’estrema variabilità, legata ai vari aspetti della creazione dello Champagne. Qui la differenza  legata al terroir e alla mano è impressionante con cose molto distanti l’una dall’altra ma sempre molto interessanti  e godibili.

E per chi vuol divertirsi a verificare quanti formati esistono, non può mancare la lettura dell’immagine seguente

In realtà volevo solo fornire qualche chiave di lettura per inquadrare tre piccoli marchi che KR Wine Trade di Roma  ha deciso di portare in Italia. Questi Champagne  provengono dalla sotto zona della Marne e sono: Baron Albert che si trova nel comune di Charly Sur Marne, Dom Cadron sita nel comune di  Passy Grigny, infine Guy Charbaut di Mareuil sur Ay.

Dom Caudron era il parroco del villaggio di Passy Grigny, quando nel 1929 diede ai vigneron locali l’idea di unire le forze per produrre il loro Champagne. Diede loro 1000 franchi per partire, e dai 20 vignaioli iniziali oggi si è arrivati a 80 che coltivano 130 ettari. Il Pinot Meunier è la loro uva preferita che è piantata in oltre l’80 % dei vigneti. Sono un classico CM.

I prodotti da provare sono:

PREDICTION 100% di Pinot Meunier, disponibile nei dosaggi brut nature, Extra Brut , Brut e Demi Sec

EPICURIENNE 100% di Pinot Meunier da vigneti vecchi oltre i 50 anni, disponibile nel solo dosaggio Brut.

FASCINANTE  ROSE’  con 80% di Pinot Meunier vinificato in bianco, 10% di Meunier vinificato in rosso e un 10% di Chardonnay nel solo dosaggio Brut.

CORNALYNE 100% Pinot Meunier vinificato in  barrique e invecchiato nel legno 6 mesi prima dell’imbottigliamento. Dosaggio brut

SUBLIMITE’ 50/50 2009 50% Meunier e 50% Chardonnay vendemmia 2009, invecchiato 6 mesi in legno prima di essere imbottigliato. Dosaggio brut

 

Baron Albert  è una piccola maison N M giunta alla terza generazione. Fondata da Albert Baron  con sua moglie Beatrice nel 1946  , è passata ai loro figli Gilbert, Gervais e Claude che hanno sviluppato il progetto dei genitori. Oggi  sono le figlie di Claude Claire, Lise e Aline ha portare avanti il progetto passato da un ettaro ai cinquantacinque attuali.Champagne Baron Albert crede nella conservazione del suo patrimonio al fine di lasciare alle generazioni future una terra sana. Le sorelle Baron sono orgogliose di essere tra i pionieri della viticoltura sostenibile in Champagne e una delle prime aziende agricole certificate “HVE”, Alto valore ambientale. Queste due etichette sono state premiate nell’aprile 2016 e rinnovate con successo nel 2018. Essi attestano che le pratiche della Casa sono incentrate sui temi della conservazione del suolo, dell’acqua, dell’aria e della biodiversità (fauna selvatica e flora). Queste pratiche rispettose dell’ambiente sono applicate all’intero vigneto di famiglia, che ha  uve Pinot Meunier, Chardonnay e Pinot Nero.La famiglia Baron lavora la vite nel modo più naturale possibile. Con la parte agronomica effettuata meccanicamente e a mano, lo Champagne Baron Albert contribuisce a migliorare l’equilibrio del suolo, allo sviluppo dell’attività microbiologica. La diversità dei nostri terroir richiede quindi l’adattamento di diverse tecniche agricole: in base alle varietà coltivate, all’esposizione della vite e del suo suolo, al tipo di Champagne desiderato e alle condizioni climatiche.Con le sue attrezzature all’avanguardia e il suo know-how , Maison Baron Albert è una azienda decisamente rivolta verso il futuro. Punta a migliorare costantemente la qualità dei suoi champagne.Questo miglioramento si basa su:Una raccolta manuale con un monitoraggio della maturità preciso e regolare.Un centro di pressatura con caricamento automatico. La casa dispone di 5 presse pneumatiche con selezione automatica del mosto approvata e molto qualitativa.Una camera di tino completamente termoregolata con una capacità di 11.000 ettolitri.Un’attenta vinificazione per varietà d’uva, Cuvée o Taille, Commune e Lieu-dit. Ogni vino viene vinificato in modo diverso a seconda del suo futuro.Una vinificazione in tini, tunne, semi-muidi o anche in botti di rovere.Il  minor numero di interventi possibili sui vini per rispettare la tipicità del loro terroir.Monitoraggio rigoroso della vinificazione Un liquore di dosaggio progettato da Aline e Lise: ad ogni sboccatura, i test vengono condotti su ogni Cuvée.

GUY CHARBAUT  Produttori di vino da padre in figlio da tre generazioni, l’anno di inizio attività è il 1936, i membri della famiglia Guy Charbaut hanno mantenuto il carattere familiare della loro Champagne House al fine di perpetuare il prestigio del marchio e la qualità della loro produzione. Sono dei classici RM . Nel 1936, il nonno André sfruttò i suoi primi vigneti a Mareuil-sur-Ay, la maggior parte dei quali si trova nelle zone privilegiate classificate dal 90 al 100% nella scala di Crus, risultante dalla produzione di champagne di qualità e una presentazione eccellente. Il vigneto, costituito da uve Pinot Nero, Meunier e Chardonnay, copre oltre venti ettari. La maggior parte si estende nel territorio dei  villaggi di Premier Crus  Mareuil-sur-A, Bisseuil e Avenay, gli altri nei villaggi di Viviers-sur-Artaut e Landreville. L’eccezionale qualità di questi terroir favorisce lo sviluppo di singoli vini varietali che esprimono tutta la tipicità. Da non perdere  il loro BLANC DE BLANC BRUT 1er CRU’.

In fin dei conti sono solo bollicine……..

Salute